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Sicurezza a contratto: la fine dell’ombrello americano e l’era del mercantilismo strategico

Dimenticate l’idea romantica della difesa come valore universale. Il 2026 ha ufficialmente mandato in soffitta l’egemonia liberale per far posto a qualcosa di molto più cinico: una gestione della sicurezza che somiglia terribilmente a un abbonamento premium. Washington non si muove più per "senso del dovere", quello eroico globale o per vecchi trattati ingialliti, ma segue la bussola di un bilancio costi-benefici che non guarda in faccia a nessuno. Questa contrazione che osserviamo non è una fuga disordinata, ma una rinegoziazione eterodiretta e muscolare: un modo per dire che il rischio ora ha un prezzo di mercato, che sempre più orienta le scelte politiche nel campo della difesa e della sicurezza. Analizzando i dati e le informazioni riguardanti le nuove rotte logistiche, si assiste chiaramente alla ridefinizione della Geografia del potere che contestualmente frantuma quella precedente, favorendo l’impostazione dei nuovi scenari strategici. Gli Stati Uniti seguitano a voler...

L'algoritmo del potere: come Palantir sta diventando l'architetto invisibile degli Stati

Non è semplice inquadrare la traiettoria attuale di Palantir senza cadere nei soliti schemi. Nelle ultime ore, l'azienda di Peter Thiel ha confermato ancora una volta di voler essere molto più di una semplice società di software, posizionandosi come una vera infrastruttura critica per le democrazie occidentali. Il recente "manifesto" in 22 punti pubblicato dal gruppo non è passato inosservato: è un documento che invita la Silicon Valley a un impegno militare diretto, suggerendo persino un cambio di passo storico per nazioni come Germania e Giappone. ​Oltre la filosofia, però, ci sono i fatti. Se la difesa e l’intelligence restano i pilastri storici, è l'espansione verso settori civili a definire il nuovo corso. Il mega-contratto da 300 milioni con l’USDA per la gestione dei dati agricoli negli Stati Uniti è un segnale chiaro: la sicurezza alimentare è ormai vista con la stessa lente della sicurezza nazionale. Lo stesso accade nella sanità, dove la gestione delle liste...

Il baricentro del mondo si è spostato a Islamabad

Mentre in Europa e negli Stati Uniti continuiamo a leggere il conflitto tra Washington e Teheran con lenti vecchie di trent'anni, i media asiatici stanno scrivendo il necrologio di un’epoca. Nelle ultime 48 ore, tra le redazioni di Pechino, Mosca e Nuova Delhi, il messaggio è stato brutale: il tavolo negoziale in Pakistan non serve solo a fermare i missili, ma a ufficializzare il sorpasso dell’Eurasia. Per la stampa cinese, il caos nel Golfo è la prova provata che la forza bruta americana non è più un deterrente, ma un fattore di instabilità per l'economia globale. È un ribaltamento totale: mentre gli USA mostrano i muscoli sequestrando navi, la Cina e la Russia si muovono dietro le quinte di Islamabad come i nuovi garanti dell'ordine. Non è più una questione di chi ha più droni, ma di chi ha la credibilità per tenere aperte le rotte commerciali da cui dipende mezzo pianeta. La verità che traspare dai quotidiani giapponesi e indiani è ancora più cruda: il mondo non aspetta ...

Media e potere nel conflitto tra U.S.A. - Israele e Iran

Il conflitto che vede contrapposti da un lato Stati Uniti e Israele e dall’altro l’Iran ha ormai superato i confini fisici del campo di battaglia. Non sono solo i droni a dettare l’agenda, ma i pixel e le narrazioni: la guerra mediatica è diventata il vero baricentro dello scontro. Osservando con attenzione i flussi OSINT di queste ultime settimane, si nota una spaccatura netta nel modo in cui le due fazioni scelgono di raccontare (e raccontarsi) al mondo. L’asse composto da Washington e Tel Aviv sembra muoversi secondo una strategia precisa: quella della "normalizzazione". Quando leggiamo i principali media occidentali, le operazioni vengono spesso descritte come mosse puramente difensive o atti dovuti. Si usa un linguaggio quasi chirurgico, freddo, che punta i riflettori sui successi tecnologici mentre finisce per anestetizzare l'orrore delle perdite tra i civili. È un modo per rendere la guerra accettabile, trasformandola in una questione di precisione millimetrica piu...

La "Geopolitica dell'Empatia": perché comprendere la cultura dell'altro è l'unico vero antidoto ai conflitti

Non di rado, per esigenza o curiosità, ci ritroviamo a osservare delle cartografie per individuare dei confini, per comprendere quali siano le principali risorse naturali di un territorio o, nel caso degli addetti ai lavori, per cercare di distinguere gli schieramenti militari. Ciò che talvolta ignoriamo è che dietro ogni linea, simbolo o colore rappresentato su una carta o un atlante, batte il cuore di una cultura, di una lingua e di un’identità: la memoria collettiva. Essa non può essere ridotta esclusivamente a una coordinata GPS. È qui che emerge l’importanza dell’intelligence culturale, sovente confinata ai circoli ristretti della diplomazia o delle organizzazioni di sicurezza. L’intelligence culturale è, in realtà, una forma di sopravvivenza: senza di essa, lo studio e la pratica della geopolitica restano un mero esercizio, talvolta freddo, simile a una partita a scacchi in cui le "pedine" sono afflitte dal male dell'insicurezza perenne. Comprendere l'Alterità n...

La guerra cognitiva: l’evoluzione dello scontro tra l’asse USA-Israele e l’Iran

L’attuale scontro tra l’asse composto da Stati Uniti e Israele e la Repubblica Islamica dell’Iran sta attraversando una fase evolutiva che potremmo definire di "guerra cognitiva totale". In questo contesto, il campo di battaglia primario — tradizionalmente inteso in senso geografico — si è spostato verso la dimensione sociale e culturale, focalizzandosi interamente sul dominio della percezione pubblica. Secondo i dati del Reuters Institute e di Bellingcat, circa il 40% dei contenuti virali relativi alle zone di crisi (proteste o danni bellici) è costituito da deepfake generati tramite intelligenza artificiale. Si tratta di uno strumento adottato strategicamente per generare un'impasse decisionale, paralizzare i processi politici e incrementare il livello di entropia sociale. Il risultato cercato è, inevitabilmente, il panico. Questo scenario evidenzia due strategie speculari. La prima, perseguita dall’asse occidentale, mira alla "demoralizzazione sistemica": att...

Report Iran - 10 marzo 2026

Report Iran - 10 marzo 2026 La società iraniana nella sua transizione contemporanea In questo momento storico, è fondamentale capire il ruolo dell'Iran nello scacchiere geopolitico per comprendere le conflittualità globali e le ripercussioni per l'intero sistema economico mondiale. 1. Analisi diacronica: la stratificazione del consenso Il contratto sociale iraniano del 1979 si basava su una sintesi tra teocrazia e populismo distributivo: lo stato garantiva dignità economica e identità islamica in cambio di lealtà ideologica. Negli anni '80, la mobilitazione era alimentata dal martirio e dalla difesa della sovranità durante il conflitto con l'Iraq. Tuttavia, l'ultimo decennio ha segnato un passaggio critico: il pragmatismo economico, forzato da un regime sanzionatorio senza precedenti, ha eroso la capacità dello stato di fungere da ammortizzatore sociale. La stratificazione del consenso si è spostata da una base ideologica a una puramente clientelare, dove la vicinan...

Report sulla crisi in Medio Oriente e la sicurezza dei cieli - Data: 8 Marzo 2026

Report sulla crisi in Medio Oriente e la sicurezza dei cieli Data: 8 Marzo 2026 Focus: l'impatto sui voli civili e corridoi aerei Scenario iniziale (pre-crisi) Prima dell'escalation del 28 febbraio 2026, il Medio Oriente era un importante collegamento aereo tra Europa e Asia. Nonostante le tensioni, la situazione era la seguente: migliaia di voli civili attraversavano ogni giorno gli spazi aerei di Iran, Iraq e Giordania. Gli aeroporti di Dubai, Abu Dhabi e Doha funzionavano a pieno regime, gestendo il traffico internazionale senza problemi significativi. I piloti dipendevano da segnali GPS stabili e comunicazioni radio chiare in tutta la regione. Scenario finale (attuale) Dopo l'inizio del conflitto tra la coalizione USA-Israele e l'Iran, la situazione è cambiata drasticamente, creando un “buco nero” nei cieli della regione. I cieli sopra l'Iran e l'Iraq sono quasi deserti. Le autorità internazionali hanno sconsigliato o vietato il sorvolo per evitare che aerei...

Report sul conflitto in Iran - 6 marzo 2026

Report sul conflitto in Iran Data: 6 marzo 2026 1. Panoramica del Conflitto A partire dal 28 febbraio 2026, la Repubblica Islamica dell'Iran è entrata in una fase di conflitto aperto e multidimensionale in seguito a massicci attacchi coordinati lanciati dagli Stati Uniti e da Israele. L'operazione militare, denominata da alcune fonti come "Seconda Guerra Iraniana", ha colpito il cuore politico e militare del regime, portando alla conferma della morte della Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei. Al 6 marzo 2026, il conflitto ha superato la sua prima settimana, trasformando il Medio Oriente in un teatro di scontro diretto che coinvolge almeno 11 nazioni. 2. Dinamiche Militari e Operative Offensiva aerea e cyber: le forze della coalizione (USA-Israele) hanno condotto oltre 100 raid aerei solo su Teheran, mirando alle infrastrutture dei Pasdaran (IRGC), ai centri di comando e ai siti di lancio missilistico. È stata riportata la distruzione di circa 300 lanciatori di mis...

Il nuovo libro di Diego Olivari. BURNOUT: A User's guide for young emergency doctors

Presentiamo la nuova pubblicazione del Dr. Diego Olivari , medico di vasta esperienza operativa a livello nazionale ed internazionale, sia in ambito militare sia in ambito civile. Di seguito la recensione del Dr. Adrian Boyle (Past President, Royal College of Emergency Medicine) e il profilo biografico dell'autore. Recensione di Dr. Adrian Boyle Questa è una testimonianza cruda, coraggiosa e personale della vita di un medico d'urgenza. Diego attinge sia dalla sua esperienza militare che dal suo lavoro nel Servizio Sanitario Nazionale (NHS). In tutto il libro emerge con forza la consapevolezza di quanto l'immagine pubblica della medicina d'urgenza sia distante dalla sua cupa realtà. L'autore va lodato per la sua volontà di condividere le proprie esperienze di disagio psicologico e per il modo costruttivo in cui affronta i momenti difficili. La medicina d'urgenza comporta uno stress unico: medici, paramedici e infermieri si trovano a fronteggiare letteralmente o...

Report sull'operazione "Epic fury" e la nuova escalation in Iran

Report  operazione "Epic fury" e la nuova escalation in Iran ​ Data del Report: 1 marzo 2026 Oggetto: offensiva congiunta USA-Israele sul territorio iraniano Area Geografica: repubblica Islamica dell'Iran, Golfo Persico, Levante ​ 1. Riepilogo Il 28 febbraio 2026, gli Stati Uniti e Israele hanno iniziato un'operazione militare congiunta su larga scala contro l'Iran. Questa offensiva, chiamata “Operation Epic Fury” dal Pentagono e “Roaring Lion” dalle forze di difesa israeliane, rappresenta un cambio di passo rispetto ai raid limitati del giugno 2025. Per la prima volta, l'obiettivo non è solo danneggiato il programma nucleare iraniano, ma proprio cambiando il regime, puntando direttamente ai leader politici e militari di Teheran. ​2. Cronologia e dinamica dell'attacco L'attacco è iniziato nelle prime ore del mattino del 28 febbraio, coinvolgendo almeno 14 città principali iraniane. Sono stati impiegati bombardieri stealth B-2, missili cruise lanc...

Il franchising della proiezione di potenza: la gestione russa del dissenso nel Sud del mondo

L'analisi delle recenti evidenze circa le operazioni di pressione informativa condotte dalla Russia — come riportato anche da Linkiesta — descrive un'evoluzione cruciale: il passaggio da una propaganda centralizzata a una forma di "gestione delegata". La manovra non mira più al semplice convincimento, ma alla colonizzazione informativa dello spazio del dissenso, attraverso una rete di intermediari (o influencer) che operano in maniera sottile e "localmente" obbediente. L'infiltrazione e la "localizzazione" del messaggio costituiscono il cuore della strategia. Mosca non si limita a diffondere la notizia, ma la riproduce, "comprandola" socialmente tramite pagamenti mirati, che possono arrivare a 10.000 $ per singolo contenuto. Questo approccio sposta l'asse geopolitico del settore: l'obiettivo ultimo non è una "weaponized technology" (tecnologia militarizzata), ma una "weaponized information" (informazione mi...

Esperto di Intelligence culturale e OSINT analyst

Il secondo Trump. Antropologia del cambiamento politico

Webinar " Il secondo Trump. Antropologia del cambiamento politico.

Morale. Etica. Politica

purtroppo ci troviamo perennemente dinanzi al solito e consolidato problema: l'Etica e la Morale quali valori disattesi da coloro che confondono l'impegno politico orientato al bene comune con l'impegno politico orientato al bene proprio. Tutto confluisce nella torbida palude dell'inganno e della subdola quanto banale strumentalizzazione dei reali problemi sociali, ai quali corrisponde una falsa quanto inverosimile proposta risolutiva. E' la propaganda fine a se stessa che genera continuamente dei contenitori senza contenuti, ovvero l'insieme dei partiti politici generatisi emulando il modello del partito-azienda proposto da Berlusconi, basati sugli ambigui strumenti del marketing. Oggi viviamo costantemente immersi in quella che si configura come Società della comunicazione, dove l'elemento comunicativo finalizzato alla presunta azione politica è divenuto prioritario, addirittura più importante della medesima, ovverosia finalizzato a se stesso: un soffistic...

Felici e contenti, gli incompetenti

 Felici e contenti, gli incompetenti parlamentari italiani, da oggi in poi daranno il via ad un lungo spettacolo teatrale in salsa elettorale.  Grideranno allo scandalo, si cimenteranno nell'esercizio che riesce loro al meglio: lo scarica barile e la disperata ricerca del capro espiatorio. Con il loro solito fare ingannevole, propagandistico e fuorviante, riprenderanno istericamente a diffondere falsi messaggi politici che sanno di contenitori senza contenuti. Il narcisismo unitamente all'autoreferenzialità, consente loro di coltivare e raggiungere l'esclusivo obiettivo chiamato scranno, dal sapore di un ricco conto bancario, ulteriormente arricchito da una parassitaria rete relazionale esclusivamente finalizzata al mantenimento dello status quo. Il loro credo è "potere per il potere". Per questi oscuri personaggi la democrazia coincide con il proprio parassitarismo elettorare, laddove gli elettori devovo consegnar loro la propria libertà che inconsapevolmente div...