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mercoledì 4 marzo 2026

Il nuovo libro di Diego Olivari. BURNOUT: A User's guide for young emergency doctors

Presentiamo la nuova pubblicazione del Dr. Diego Olivari, medico di vasta esperienza operativa a livello nazionale ed internazionale, sia in ambito militare sia in ambito civile. Di seguito la recensione del Dr. Adrian Boyle (Past President, Royal College of Emergency Medicine) e il profilo biografico dell'autore.




Recensione di Dr. Adrian Boyle
Questa è una testimonianza cruda, coraggiosa e personale della vita di un medico d'urgenza. Diego attinge sia dalla sua esperienza militare che dal suo lavoro nel Servizio Sanitario Nazionale (NHS). In tutto il libro emerge con forza la consapevolezza di quanto l'immagine pubblica della medicina d'urgenza sia distante dalla sua cupa realtà. L'autore va lodato per la sua volontà di condividere le proprie esperienze di disagio psicologico e per il modo costruttivo in cui affronta i momenti difficili. La medicina d'urgenza comporta uno stress unico: medici, paramedici e infermieri si trovano a fronteggiare letteralmente ogni potenziale malattia o infortunio. Tuttavia, la principale fonte di stress in questo campo non sono solitamente i pazienti, bensì gli ambienti di lavoro inadeguati, i comportamenti professionali scorretti e una leadership distante e inavvicinabile.
Sarebbe un errore pensare che questo libro sia rilevante solo per i medici o per chi lavora nella sanità pubblica o militare. Vi sono lezioni chiare per chiunque ricopra ruoli di leadership e gestione nel settore pubblico e voglia comprendere come pensa e si comporta il personale. Alcuni passaggi rappresentano una lettura scomoda, ma una buona leadership richiede l'onestà di porre e rispondere a domande difficili. Questo libro è un tempestivo promemoria del fatto che, se non ci prendiamo cura di chi lavora, chi lavora non potrà prendersi cura di noi.

Dr. Adrian Boyle Past President, Royal College of Emergency Medicine

L'autore. Diego Olivari è un medico italiano specializzato in Medicina d’Emergenza e Urgenza, con una formazione avanzata anche in Medicina Subacquea e Iperbarica e in Medicina dello Sport. Attualmente lavora presso il Norfolk and Norwich University Hospital nel Regno Unito come Specialty Doctor in A&E con funzioni di acting consultant, svolgendo attività clinica e di leadership nel dipartimento di emergenza, inclusa la gestione di casi critici, il coordinamento dei team di trauma e la supervisione dei medici più giovani. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nei reparti di pronto soccorso del sistema sanitario britannico (NHS), lavorando in diversi ospedali tra cui Kingston Hospital e Newham University Hospital (Barts Health NHS Trust). Parallelamente ha sviluppato competenze specifiche nella medicina subacquea e iperbarica, collaborando con società di diving commerciale e con la Dubai Health Authority per lo sviluppo di standard e servizi di ossigenoterapia iperbarica. In precedenza ha prestato servizio per molti anni nell’Esercito Italiano come ufficiale medico, ricoprendo diversi incarichi operativi e sanitari, tra cui attività clinica in strutture militari e supporto medico a unità operative. Questa esperienza ha contribuito a sviluppare competenze avanzate nella gestione delle emergenze, nella medicina in contesti operativi e nel lavoro in team ad alta pressione. La sua attività professionale integra pratica clinica, gestione delle emergenze, formazione dei colleghi e sviluppo di protocolli sanitari in contesti complessi e ad alta intensità assistenziale.

domenica 1 marzo 2026

Report sul conflitto in Iran

 

Report  operazione "Epic fury" e la nuova escalation in Iran

Data del Report: 1 marzo 2026

Oggetto: offensiva congiunta USA-Israele sul territorio iraniano

Area Geografica: repubblica Islamica dell'Iran, Golfo Persico, Levante

​1. Executive Summary

​Il 28 febbraio 2026, gli Stati Uniti e Israele hanno avviato un'operazione militare congiunta su vasta scala contro la Repubblica Islamica dell'Iran. L'offensiva, denominata "Operation Epic Fury" dal Pentagono e "Roaring Lion" dalle IDF (Israel Defense Forces), segna un salto di qualità rispetto ai raid limitati del giugno 2025. Per la prima volta, l'obiettivo dichiarato non è solo la degradazione del programma nucleare, ma il "cambio di regime" (regime change), puntando direttamente ai vertici politici e militari a Teheran.

​2. Cronologia e Dinamica dell'Attacco

​L'attacco è iniziato nelle prime ore del mattino (ora di Teheran) del 28 febbraio, coinvolgendo almeno 14 città principali.

  • Vettori d'attacco: impiego massiccio di bombardieri stealth B-2, missili cruise lanciati da unità navali nel Golfo e caccia di quinta generazione israeliani (F-35).
  • Target Primari:
    • Leadership: colpito il complesso della Guida Suprema a Teheran e i ministeri governativi.
    • Infrastrutture Militari: siti di lancio di missili balistici e droni, basi delle Guardie della Rivoluzione (IRGC) e infrastrutture della Marina iraniana.
    • Nucleare: raid di saturazione sui siti già parzialmente colpiti nel 2025 (Fordow, Natanz).

​3. Risposta Iraniana e Dinamiche Regionali

​Teheran ha reagito immediatamente attivando la dottrina della "difesa avanzata":

  • Rappresaglia Balistica: lancio di sciami di droni e missili verso Israele e verso basi statunitensi in Bahrein, Qatar, Kuwait e Emirati Arabi Uniti.
  • Coinvolgimento dei Partner Regionali: per la prima volta, sono stati segnalati impatti di missili in Giordania e Arabia Saudita, segnale di una regionalizzazione totale del conflitto.
  • Stato della Leadership: mentre fonti israeliane e statunitensi dichiarano il possibile decesso della Guida Suprema Ali Khamenei, i media di stato iraniani smentiscono fermamente, descrivendo il leader come "fermo al comando".

​4. Analisi Antropologico-Politica

​Dal punto di vista dell'analisi d'area, l'operazione si inserisce in un contesto di forte fragilità interna dell'Iran, segnato dalle proteste popolari iniziate nel tardo 2025.

  • L'Appello al Popolo: il messaggio video del Presidente Trump, che esorta gli iraniani a "riprendersi il Paese", è un tentativo esplicito di trasformare l'azione cinetica in una rivoluzione interna. Tuttavia, la storia dei conflitti nell'area insegna che attacchi esterni possono sortire l'effetto opposto, compattando la popolazione attorno alla bandiera per spirito nazionalistico.
  • Crisi Umanitaria: si segnalano già vittime civili (tra cui il tragico evento di una scuola a Minab) e una fuga di massa dalle grandi città verso il nord del Paese, creando una potenziale crisi di sfollati interni.

​5. Prospettive Geopolitiche e Rischi

​Fonti di intelligence indicano un dispiegamento di forze USA nella regione simile a quello del 2003 (invasione dell'Iraq).

  1. Rischio Economico: l'eventuale blocco dello Stretto di Hormuz o attacchi iraniani alle infrastrutture energetiche del Golfo potrebbero causare uno shock petrolifero globale.
  2. Stabilità Regionali: l'isolamento aereo di vaste aree del Medio Oriente (sospensione voli Air France/Lufthansa) indica che gli attori internazionali prevedono un conflitto di lunga durata, non un "attacco e fuga".

martedì 17 febbraio 2026

Il franchising della proiezione di potenza: la gestione russa del dissenso nel Sud del mondo

​L’analisi delle recenti evidenze riguardanti le operazioni di pressione informativa condotte dalla Russia, come riportato dall’inchiesta de Linkiesta, rivela un’evoluzione tattica fondamentale: il passaggio dalla propaganda centralizzata a un modello di "gestione delegata". La manovra non mira più a convincere, ma a colonizzare lo spazio del dissenso attraverso una rete di attori locali che agiscono come intermediari di influenza.

​La meccanica dell’infiltrazione territoriale

​Il cuore della strategia risiede nella "localizzazione" del messaggio. Reclutando operatori dell'informazione direttamente sul campo (giornalisti e influencer pagati fino  10000 dollari a contenuto), Mosca non si limita a diffondere una notizia, ma ne acquista la credibilità sociale. Il messaggio smette di essere percepito come un’ingerenza straniera e diventa una voce indigena. Questo approccio trasforma la geografia politica dell'informazione: i confini nazionali vengono superati non da attacchi hacker, ma da transazioni economiche minime che attivano nodi di comunicazione già esistenti e fidati.

​Il parassitismo delle fratture sociali

​Il successo di questa operazione dipende dalla capacità di agganciarsi a dinamiche preesistenti. Invece di esportare un’ideologia russa, la strategia si adatta alle ferite storiche e alle aspirazioni di sovranità del Sud Globale. In Africa o in America Latina, il supporto all’invasione dell’Ucraina viene riformulato come un atto di resistenza contro il neocolonialismo o le imposizioni economiche del Nord globale. Si tratta di un uso strumentale dei sistemi di valori locali: la Russia non guida il sentimento popolare, lo "abita" per orientarlo contro i propri avversari geopolitici.

​Conclusioni per l'analisi del potere

​Questo modello di business della disinformazione suggerisce che il controllo dei territori passi oggi attraverso il controllo dei loro sistemi simbolici. Se la percezione della realtà può essere delegata a intermediari locali per cifre irrisorie, il confronto tra potenze non riguarda più solo le risorse materiali, ma la capacità di gestire le frustrazioni sociali altrui. In ultima analisi, la Russia ha compreso che per neutralizzare l’influenza occidentale non serve vincere un dibattito globale, basta saturare le conversazioni locali con una versione dei fatti che sia, al tempo stesso, economica e culturalmente risonante.