Il conflitto che vede contrapposti da un lato Stati Uniti e Israele e dall’altro l’Iran ha ormai superato i confini fisici del campo di battaglia. Non sono solo i droni a dettare l’agenda, ma i pixel e le narrazioni: la guerra mediatica è diventata il vero baricentro dello scontro. Osservando con attenzione i flussi OSINT di queste ultime settimane, si nota una spaccatura netta nel modo in cui le due fazioni scelgono di raccontare (e raccontarsi) al mondo. L’asse composto da Washington e Tel Aviv sembra muoversi secondo una strategia precisa: quella della "normalizzazione". Quando leggiamo i principali media occidentali, le operazioni vengono spesso descritte come mosse puramente difensive o atti dovuti. Si usa un linguaggio quasi chirurgico, freddo, che punta i riflettori sui successi tecnologici mentre finisce per anestetizzare l'orrore delle perdite tra i civili. È un modo per rendere la guerra accettabile, trasformandola in una questione di precisione millimetrica piu...
La "Geopolitica dell'Empatia": perché comprendere la cultura dell'altro è l'unico vero antidoto ai conflitti
Non di rado, per esigenza o curiosità, ci ritroviamo a osservare delle cartografie per individuare dei confini, per comprendere quali siano le principali risorse naturali di un territorio o, nel caso degli addetti ai lavori, per cercare di distinguere gli schieramenti militari. Ciò che talvolta ignoriamo è che dietro ogni linea, simbolo o colore rappresentato su una carta o un atlante, batte il cuore di una cultura, di una lingua e di un’identità: la memoria collettiva. Essa non può essere ridotta esclusivamente a una coordinata GPS. È qui che emerge l’importanza dell’intelligence culturale, sovente confinata ai circoli ristretti della diplomazia o delle organizzazioni di sicurezza. L’intelligence culturale è, in realtà, una forma di sopravvivenza: senza di essa, lo studio e la pratica della geopolitica restano un mero esercizio, talvolta freddo, simile a una partita a scacchi in cui le "pedine" sono afflitte dal male dell'insicurezza perenne. Comprendere l'Alterità n...