Dimenticate l’idea romantica della difesa come valore universale. Il 2026 ha ufficialmente mandato in soffitta l’egemonia liberale per far posto a qualcosa di molto più cinico: una gestione della sicurezza che somiglia terribilmente a un abbonamento premium. Washington non si muove più per "senso del dovere", quello eroico globale o per vecchi trattati ingialliti, ma segue la bussola di un bilancio costi-benefici che non guarda in faccia a nessuno. Questa contrazione che osserviamo non è una fuga disordinata, ma una rinegoziazione eterodiretta e muscolare: un modo per dire che il rischio ora ha un prezzo di mercato, che sempre più orienta le scelte politiche nel campo della difesa e della sicurezza. Analizzando i dati e le informazioni riguardanti le nuove rotte logistiche, si assiste chiaramente alla ridefinizione della Geografia del potere che contestualmente frantuma quella precedente, favorendo l’impostazione dei nuovi scenari strategici. Gli Stati Uniti seguitano a voler...
Non è semplice inquadrare la traiettoria attuale di Palantir senza cadere nei soliti schemi. Nelle ultime ore, l'azienda di Peter Thiel ha confermato ancora una volta di voler essere molto più di una semplice società di software, posizionandosi come una vera infrastruttura critica per le democrazie occidentali. Il recente "manifesto" in 22 punti pubblicato dal gruppo non è passato inosservato: è un documento che invita la Silicon Valley a un impegno militare diretto, suggerendo persino un cambio di passo storico per nazioni come Germania e Giappone. Oltre la filosofia, però, ci sono i fatti. Se la difesa e l’intelligence restano i pilastri storici, è l'espansione verso settori civili a definire il nuovo corso. Il mega-contratto da 300 milioni con l’USDA per la gestione dei dati agricoli negli Stati Uniti è un segnale chiaro: la sicurezza alimentare è ormai vista con la stessa lente della sicurezza nazionale. Lo stesso accade nella sanità, dove la gestione delle liste...