Il concetto di stabilità, a lungo considerato un presupposto scontato delle dinamiche globali, sta attraversando una fase di profonda revisione. Per decenni, le politiche economiche internazionali sono state orientate al contenimento dei costi e all'ottimizzazione delle risorse, beneficiando di un contesto geopolitico relativamente stabile. Tuttavia, il triennio compreso tra il 2024 e il 2026 ha segnato un punto di rottura: la sicurezza nazionale non è più percepita come una voce passiva nei bilanci statali, ma come il fattore determinante che condiziona lo sviluppo economico e tecnologico. Questo spostamento non rappresenta una risposta temporanea alle crisi, bensì un cambiamento strutturale nelle strategie delle grandi potenze. Il mercato della difesa, che registra una crescita media annua del 6%, riflette una competizione serrata tra attori tradizionali e nuovi protagonisti. Se da un lato i colossi industriali statunitensi, come Lockheed Martin o Northrop Grumman, mantengono una...
Antropologia applicata, analisi OSINT e scenari geopolitici a cura di Pier Paolo Sannia