Mentre in Europa e negli Stati Uniti continuiamo a leggere il conflitto tra Washington e Teheran con lenti vecchie di trent'anni, i media asiatici stanno scrivendo il necrologio di un’epoca. Nelle ultime 48 ore, tra le redazioni di Pechino, Mosca e Nuova Delhi, il messaggio è stato brutale: il tavolo negoziale in Pakistan non serve solo a fermare i missili, ma a ufficializzare il sorpasso dell’Eurasia. Per la stampa cinese, il caos nel Golfo è la prova provata che la forza bruta americana non è più un deterrente, ma un fattore di instabilità per l'economia globale. È un ribaltamento totale: mentre gli USA mostrano i muscoli sequestrando navi, la Cina e la Russia si muovono dietro le quinte di Islamabad come i nuovi garanti dell'ordine. Non è più una questione di chi ha più droni, ma di chi ha la credibilità per tenere aperte le rotte commerciali da cui dipende mezzo pianeta. La verità che traspare dai quotidiani giapponesi e indiani è ancora più cruda: il mondo non aspetta più il via libera dell'ONU o della Casa Bianca. Se la mediazione pakistana dovesse reggere, avremo la conferma definitiva che il secolo americano è finito in soffitta. Stiamo assistendo in diretta al trasloco del potere globale verso est, e forse dovremmo iniziare a imparare le regole di un gioco in cui l'Occidente non è più l'arbitro, ma un giocatore come tanti altri.
Fonti
Global Times (Cina)TASS (Russia)
The Hindu (India)
Nikkei Asia (Giappone)
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