Il conflitto che vede contrapposti da un lato Stati Uniti e Israele e dall’altro l’Iran ha ormai superato i confini fisici del campo di battaglia. Non sono solo i droni a dettare l’agenda, ma i pixel e le narrazioni: la guerra mediatica è diventata il vero baricentro dello scontro. Osservando con attenzione i flussi OSINT di queste ultime settimane, si nota una spaccatura netta nel modo in cui le due fazioni scelgono di raccontare (e raccontarsi) al mondo. L’asse composto da Washington e Tel Aviv sembra muoversi secondo una strategia precisa: quella della "normalizzazione". Quando leggiamo i principali media occidentali, le operazioni vengono spesso descritte come mosse puramente difensive o atti dovuti. Si usa un linguaggio quasi chirurgico, freddo, che punta i riflettori sui successi tecnologici mentre finisce per anestetizzare l'orrore delle perdite tra i civili. È un modo per rendere la guerra accettabile, trasformandola in una questione di precisione millimetrica piu...
Antropologia applicata, analisi OSINT e scenari geopolitici a cura di Pier Paolo Sannia