Passa ai contenuti principali

Il nuovo libro di Diego Olivari. BURNOUT: A User's guide for young emergency doctors

Presentiamo la nuova pubblicazione del Dr. Diego Olivari, medico di vasta esperienza operativa a livello nazionale ed internazionale, sia in ambito militare sia in ambito civile. Di seguito la recensione del Dr. Adrian Boyle (Past President, Royal College of Emergency Medicine) e il profilo biografico dell'autore.




Recensione di Dr. Adrian Boyle
Questa è una testimonianza cruda, coraggiosa e personale della vita di un medico d'urgenza. Diego attinge sia dalla sua esperienza militare che dal suo lavoro nel Servizio Sanitario Nazionale (NHS). In tutto il libro emerge con forza la consapevolezza di quanto l'immagine pubblica della medicina d'urgenza sia distante dalla sua cupa realtà. L'autore va lodato per la sua volontà di condividere le proprie esperienze di disagio psicologico e per il modo costruttivo in cui affronta i momenti difficili. La medicina d'urgenza comporta uno stress unico: medici, paramedici e infermieri si trovano a fronteggiare letteralmente ogni potenziale malattia o infortunio. Tuttavia, la principale fonte di stress in questo campo non sono solitamente i pazienti, bensì gli ambienti di lavoro inadeguati, i comportamenti professionali scorretti e una leadership distante e inavvicinabile.
Sarebbe un errore pensare che questo libro sia rilevante solo per i medici o per chi lavora nella sanità pubblica o militare. Vi sono lezioni chiare per chiunque ricopra ruoli di leadership e gestione nel settore pubblico e voglia comprendere come pensa e si comporta il personale. Alcuni passaggi rappresentano una lettura scomoda, ma una buona leadership richiede l'onestà di porre e rispondere a domande difficili. Questo libro è un tempestivo promemoria del fatto che, se non ci prendiamo cura di chi lavora, chi lavora non potrà prendersi cura di noi.

Dr. Adrian Boyle Past President, Royal College of Emergency Medicine

L'autore. Diego Olivari è un medico italiano specializzato in Medicina d’Emergenza e Urgenza, con una formazione avanzata anche in Medicina Subacquea e Iperbarica e in Medicina dello Sport. Attualmente lavora presso il Norfolk and Norwich University Hospital nel Regno Unito come Specialty Doctor in A&E con funzioni di acting consultant, svolgendo attività clinica e di leadership nel dipartimento di emergenza, inclusa la gestione di casi critici, il coordinamento dei team di trauma e la supervisione dei medici più giovani. Nel corso della sua carriera ha maturato una significativa esperienza nei reparti di pronto soccorso del sistema sanitario britannico (NHS), lavorando in diversi ospedali tra cui Kingston Hospital e Newham University Hospital (Barts Health NHS Trust). Parallelamente ha sviluppato competenze specifiche nella medicina subacquea e iperbarica, collaborando con società di diving commerciale e con la Dubai Health Authority per lo sviluppo di standard e servizi di ossigenoterapia iperbarica. In precedenza ha prestato servizio per molti anni nell’Esercito Italiano come ufficiale medico, ricoprendo diversi incarichi operativi e sanitari, tra cui attività clinica in strutture militari e supporto medico a unità operative. Questa esperienza ha contribuito a sviluppare competenze avanzate nella gestione delle emergenze, nella medicina in contesti operativi e nel lavoro in team ad alta pressione. La sua attività professionale integra pratica clinica, gestione delle emergenze, formazione dei colleghi e sviluppo di protocolli sanitari in contesti complessi e ad alta intensità assistenziale.

Commenti

Post popolari in questo blog

La guerra cognitiva: l’evoluzione dello scontro tra l’asse USA-Israele e l’Iran

L’attuale scontro tra l’asse composto da Stati Uniti e Israele e la Repubblica Islamica dell’Iran sta attraversando una fase evolutiva che potremmo definire di "guerra cognitiva totale". In questo contesto, il campo di battaglia primario — tradizionalmente inteso in senso geografico — si è spostato verso la dimensione sociale e culturale, focalizzandosi interamente sul dominio della percezione pubblica. Secondo i dati del Reuters Institute e di Bellingcat, circa il 40% dei contenuti virali relativi alle zone di crisi (proteste o danni bellici) è costituito da deepfake generati tramite intelligenza artificiale. Si tratta di uno strumento adottato strategicamente per generare un'impasse decisionale, paralizzare i processi politici e incrementare il livello di entropia sociale. Il risultato cercato è, inevitabilmente, il panico. Questo scenario evidenzia due strategie speculari. La prima, perseguita dall’asse occidentale, mira alla "demoralizzazione sistemica": att...

Il secondo Trump. Antropologia del cambiamento politico

Webinar " Il secondo Trump. Antropologia del cambiamento politico.