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L'onnipresente antistato

Siamo scandalizzati!

Siamo tutti palesemente contrariati per aver visto in tv il grave episodio di violenza perpetrato dal boss ostiense Roberto Spada, nei confronti di Daniele Piervincenzi, il reporter della trasmissione RAI, Nemo.

Questo episodio è soltanto l'effetto deleterio di una nota causa: la contiguità tra gli ambienti della criminalità organizzata e quelli della politica. E delle Istituzioni.

Siamo scandalizzati!

Le organizzazioni crimali mafiose e paramafiose definiscono, insieme alla politica, quell'area di contiguità, che noi chiamiamo comunemente zona grigia: quella zona franca criminale dove la legalità diventa illegittima e l'illegalità diventa legittima.

I valori etici sono sottoposti al sovvertimento e la normalità è definità nel paradigma del complesso scenario criminale, dove tutto converge nel paradigma pseudopositivo del politicamente corretto.

Siamo scandalizzati!

Noi tutti siamo inconsapevolmente corrotti e corruttori, perchè non riusciamo a distinguere l'azione legale dall'azione legittima e, laddove quest'ultima diviene illegittima entro l'habitat criminale, non riusciamo più a distinguere l'ossimorica etimologia, divenendo contemporaneamente vittime e carnefici del sincretico sistema politico-criminale.

Non mi scandalizzo!

Nella società della comincazione tutto coincide nei termini etici: il bello e il brutto, la vita e la morte, lo Stato e l'antistato.

Non mi scandalizzo!

E' più dolorosa la capocciata di Roberto Spada o il welfare che la sua organizzazione criminale garantisce ad una seppur minima porzione della cittadinaza ostiense?

Non mi scandalizzo!

E' più dolorosa la capocciata di Roberto Spada o la consapevolezza che il welfare definito dalla sua organizzazione criminale è pienamente legittimato da una seppur minima porzione della cittadinaza ostiense?

Non mi scandalizo, ma cerco di capire!





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